Lo sport inclusivo non è una disciplina. È un'opportunità

   

Lo sport inclusivo non è una disciplina. È un'opportunità.

Quando si parla di sport inclusivo, molte persone pensano ancora che esistano "sport per la disabilità". In realtà esistono persone che hanno il diritto di vivere lo sport, allenarsi, migliorare, fare squadra e condividere emozioni.

In Puglia e Basilicata sono sempre di più le società sportive che investono nell'inclusione, offrendo attività a bambini, ragazzi e adulti con disabilità motorie, intellettive, relazionali o inseriti in percorsi di reintegrazione sociale.

Lo sport sviluppa autonomia, autostima, coordinazione e relazioni. Ma soprattutto permette di sentirsi parte di un gruppo. Non importa se si tratta di nuoto, atletica, basket, scherma, canoa, canottaggio, tennis, tennis tavolo, judo, karate, ginnastica, danza, pallavolo, calcio, rugby o di qualsiasi altra disciplina. Ogni sport può diventare un'occasione di crescita quando viene proposto con competenza, sensibilità e passione.

Ogni persona ha caratteristiche, esigenze e potenzialità diverse. Per questo è importante conoscere più realtà sportive, confrontarsi con i tecnici e scegliere il percorso più adatto. Molte società organizzano giornate di prova per consentire alle famiglie di conoscere gli ambienti e gli istruttori.  Anche molte amministrazioni comunali, assessorati, federazioni sportive e associazioni promuovono progetti finanziati che rendono lo sport sempre più accessibile.

Il mio invito è semplice: informatevi, visitate le società sportive del vostro territorio e scoprite le opportunità disponibili. Dietro ogni palestra, piscina, campo sportivo o circolo c'è una possibilità concreta di migliorare la qualità della vita di una persona.

BEPPE MEROLA - Editore Sportale.it